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Dismissioni

Cessione Snam

Il 15 ottobre 2012, a seguito del verificarsi delle condizioni sospensive tra le quali l’avvenuta concessione del nulla osta da parte dell’Antitrust, Eni ha completato l’operazione di cessione a Cassa Depositi e Prestiti (“CDP”) di 1.013.619.522 azioni ordinarie di Snam SpA, pari al 30% meno un’azione del capitale votante, al prezzo di €3,47 per azione, come previsto dal contratto preliminare di compravendita del 15 giugno 2012, che corrisponde alla rilevazione di una plusvalenza di conto economico di €2,02 miliardi. Il corrispettivo totale dell’operazione di €3.517 milioni è stato incassato per il 75% entro la data di bilancio; il saldo pari a €879 milioni è stato incassato a febbraio 2013. Il deconsolidamento di Snam, per effetto della perdita del controllo a partire del quarto trimestre 2012, che aveva già rimborsato quasi per intero i finanziamenti intercompany prima della transazione ha comportato la riduzione dei debiti finanziari pari a €12,45 miliardi.

L’operazione attua le disposizioni della Legge n. 27/2012 sulle “liberalizzazioni” che ha stabilito la separazione proprietaria di Snam da Eni (cd. “ownership unbundling”; ex D.Lgs. n. 93/2011) in conformità ai criteri, alle condizioni e alle modalità definite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato in data 25 maggio 2012 (il “DPCM”) a garanzia della piena terzietà di Snam nei confronti della maggiore impresa di produzione e vendita di gas naturale in Italia.

Inoltre, il DPCM ha stabilito la cessione della quota residua di Eni in Snam mediante procedure di vendita trasparenti e non discriminatorie rivolte al pubblico dei risparmiatori e degli investitori istituzionali. In tale ambito, il 18 luglio 2012 Eni ha finalizzato la cessione di una partecipazione pari al 5% del capitale sociale di Snam (178.559.406 azioni ordinarie) attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a investitori istituzionali italiani ed esteri. Il corrispettivo dell’operazione è stato di €612,5 milioni, pari a €3,43 per azione.

La partecipazione residua in Snam, alla data della perdita del controllo è classificata come strumento finanziario ed è valutata al fair value rappresentato dal prezzo di borsa che ha comportato l’iscrizione di una rivalutazione a conto economico di €1.451 milioni al prezzo corrente di €3,5 per azione e i successivi adeguamenti di fair value a patrimonio netto con l’eccezione della quota al servizio di un bond convertibile. Lo smobilizzo della partecipazione è proseguito nel gennaio 2013 attraverso il collocamento di €1.250 milioni di bond senior unsecured convertibili in azioni ordinarie di Snam della durata di 3 anni e cedola annuale dello 0,625%. I Bond saranno convertibili in azioni ordinarie Snam ad un prezzo di conversione di €4,33 per azione che rappresenta un premio di circa il 20% rispetto al prezzo corrente. Il sottostante dei Bond è rappresentato da circa 288,7 milioni di azioni ordinarie Snam, pari a circa l’8,54% del capitale della società. Le variazioni di fair value di tale pacchetto azionario sono imputate a conto economico in luogo del patrimonio netto a partire dalla rilevazione iniziale (data della perdita del controllo) in applicazione della fair value option prevista dallo IAS 39 che è stata attivata per rappresentare su base omogenea il derivato implicito nel bond convertibile e le azioni al servizio della conversione. Gli effetti sono stati trascurabili. In caso di mancato raggiungimento dello strike price, Eni ha comunque la facoltà alla scadenza del bond di rimborsare gli obbligazionisti con le azioni Snam sottostanti valorizzate al prezzo di mercato corrente alla data di rimborso.

Per effetto di tali transazioni la partecipazione residua di Eni in Snam alla data di bilancio è pari al 20,2% del capitale sociale pari a circa 683,9 milioni di azioni iscritta al fair value di €2.408 milioni determinato sulla base del prezzo di borsa di €3,52 per azione.

Alla data del closing della transazione, CDP possiede una partecipazione in Eni tale da poter esercitare un’influenza notevole su quest’ultima ed è sottoposta a comune controllo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Pertanto l’Operazione si configura come operazione di maggiore rilevanza con parte correlata ai sensi del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 come modificato dalla delibera n. 17389 del 23 giugno 2010 e della Procedura adottata dalla Società in materia di operazioni con parti correlate 1, in quanto supera gli indici di rilevanza applicabili alle operazioni di cessione ai sensi di tale regolamento e della citata procedura aziendale.

Per maggiori informazioni sulla transazione si rinvia al Documento Informativo depositato il 6 giugno 2012 redatto ai sensi dell’articolo 5 del citato Regolamento Consob e dell’articolo 71 del Regolamento 11971/1999, disponibile sul sito internet eni.com.

Cessione Galp

Il disinvestimento della partecipazione in Galp Energia SGPS SA (“Galp”) è stato avviato il 29 marzo 2012 a seguito della modifica degli accordi parasociali tra Eni e gli altri azionisti di riferimento, Amorim Energia BV e Caixa Geral de Depositos SA, in forza dei quali il 20 luglio 2012 Eni ha ceduto ad Amorim Energia il 5% del capitale sociale Galp uscendo dal patto parasociale. In base agli accordi con i soci del patto, Eni ha facoltà di cedere in via autonoma sul mercato fino al 18% di tale partecipazione (elevabile al 20% in caso di emissione di bond convertibili); ad Amorim Energia è riconosciuto un diritto di prelazione sul restante azioni Galp in mano a Eni.

La transazione ha riguardato 41,5 milioni di azioni al prezzo unitario di €14,25 per il corrispettivo totale di €582 milioni e una plusvalenza di conto economico di €288 milioni nel terzo trimestre 2012. A seguito di tale transazione la partecipazione residua di Eni del 28,34% assume natura finanziaria ed è valutata al fair value rappresentato dal prezzo di borsa che ha comportato l’iscrizione di una rivalutazione a conto economico di €865 milioni al prezzo corrente di €10,78 per azione sempre nel terzo trimestre; in considerazione dell’emissione del prestito obbligazionario convertibile su parte delle azioni Galp si è optato per l’esercizio della fair value option sulle azioni al servizio della conversione.

Il 27 novembre 2012, Eni ha collocato presso investitori istituzionali circa 33,2 milioni di azioni di Galp, corrispondenti al 4% del capitale della società, al prezzo di €11,48 per azione per un corrispettivo pari a circa €381 milioni e una plusvalenza di conto economico di €23 milioni. Contestualmente Eni ha emesso un prestito obbligazionario dell’importo di circa €1.028 milioni convertibile in azioni ordinarie Galp, con durata triennale e cedola annuale dello 0,25%. Il prezzo di conversione di €15,50 per azione implica un premio del 35% rispetto al prezzo di collocamento dell’offerta equity. Il sottostante dei bond convertibili in azioni Galp è rappresentato da 66,3 milioni di azioni ordinarie di Galp, pari a circa l’8% del capitale della società. La variazione del fair value di tale pacchetto azionario è imputata a conto economico in luogo del patrimonio netto a partire dalla rilevazione iniziale (data della perdita del collegamento) in applicazione della fair value option prevista dallo IAS 39 che è stata attivata per rappresentare su base omogenea il derivato implicito nel bond convertibile e le azioni al servizio della conversione. Considerato il prezzo corrente dell’azione Galp a fine esercizio di €11,76 è stato registrato un provento da rivalutazione a conto economico di €65 milioni parzialmente compensato dalla variazione del fair value dell’opzione implicita nel bond pari a €26 milioni. In caso di mancato raggiungimento dello strike price, Eni ha comunque la facoltà alla scadenza del bond di rimborsare gli obbligazionisti con le azioni Galp sottostanti valorizzate al prezzo di mercato corrente alla data di rimborso.

Per effetto di tali transazioni alla data di bilancio la partecipazione residua di Eni in Galp di 201,84 milioni di azioni pari al 24,34% del capitale sociale è iscritta al fair value di €2.374 milioni determinato sulla base del prezzo di borsa di €11,76 per azione.

In seguito all’offerta bond, in base agli accordi firmati il 29 marzo 2012, Amorim Energia detiene un diritto di prelazione fino al 3,34% nel caso in cui esercitasse la sua call option o fino all’8,34% nel caso in cui non la esercitasse.

  1. La Management System Guideline “Operazioni con interessi degli amministratori e sindaci e operazioni con parti correlate” è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione Eni il 18 novembre 2010 e modificata dallo stesso il 19 gennaio 2012. Il documento è disponibile sil sito internet eni.com, nella sezione “Governance - Parti correlate”.

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