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Riserve

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Generalità

I criteri adottati per la valutazione e la classificazione delle riserve certe, sviluppate e non sviluppate, sono in linea con quanto previsto dalla “Regulation S-X Rule 4-10” emessa dalla Security and Exchange Commission (SEC). In particolare sono definite “riserve certe” le quantità stimate di liquidi (compresi i condensati e i liquidi di gas naturale) e di gas naturale che, sulla base dei dati geologici e di ingegneria, potranno con ragionevole certezza essere recuperate alle condizioni tecniche, contrattuali, economiche e operative esistenti al momento della valutazione.

I prezzi utilizzati per la valutazione degli idrocarburi derivano dalle quotazioni ufficiali pubblicate da Platt’s Marketwire, salvo i casi in cui il loro calcolo derivi dall’applicazione di formule contrattuali in essere. Dal 2009 i prezzi sono determinati come media aritmetica semplice dei prezzi di chiusura rilevati il primo giorno di ciascuno dei 12 mesi dell’esercizio; eventuali successive variazioni sono considerate solo se previste da contratti in essere.

I metodi alla base delle valutazioni delle riserve hanno un margine intrinseco di incertezza. Nonostante l’esistenza di autorevoli linee guida sui criteri ingegneristici e geologici da utilizzare per la valutazione delle riserve, la loro accuratezza dipende dalla qualità delle informazioni disponibili e dalla loro interpretazione. Conseguentemente le quantità stimate di riserve sono nel tempo soggette a revisioni, in aumento o in diminuzione, in funzione dell’acquisizione di nuovi elementi conoscitivi. Le riserve certe relative ai contratti di Concessione sono determinate applicando la quota di spettanza al totale delle riserve certe rientranti nell’area coperta dal contratto e producibili entro la loro scadenza. Le riserve certe relative ai contratti di PSA sono stimate in funzione degli investimenti da recuperare (Cost oil) e della remunerazione fissata contrattualmente (Profit oil). Un meccanismo di attribuzione analogo caratterizza i contratti di service e di buy-back.

Governance delle Riserve

Eni ha sempre esercitato un controllo centralizzato sul processo di valutazione delle riserve certe. Il Dipartimento Riserve della Divisione Exploration & Production ha il compito di: (i) assicurare il processo di certificazione periodica delle riserve certe; (ii) mantenere costantemente aggiornate le direttive per la loro valutazione e classificazione e le procedure interne di controllo; (iii) provvedere alle necessarie attività di formazione del personale coinvolto nel processo di stima delle riserve. Le direttive sono state verificate da DeGolyer and MacNaughton (D&M), società di ingegneri petroliferi indipendenti, che ne ha attestato la conformità alla normativa SEC in vigore 1; D&M ha attestato inoltre che le direttive, laddove le norme SEC sono meno specifiche, ne forniscono un’interpretazione ragionevole e in linea con le pratiche diffuse nel mercato. Eni effettua la stima delle riserve di spettanza sulla base delle citate direttive anche quando partecipa ad attività di estrazione e produzione operate da altri soggetti.

Il processo di valutazione delle riserve, come descritto nella procedura interna di controllo, coinvolge: (i) i responsabili delle unità operative (unità geografiche) e i Local Reserves Evaluators (LRE) che effettuano la valutazione e la classificazione delle riserve tecniche (profili di produzione, costi di investimento, costi operativi e di smantellamento e di ripristino siti); (ii) l’unità di Ingegneria del Petrolio di sede che verifica i profili di produzione relativi a campi che hanno subito variazioni significative; (iii) i responsabili di area geografica che validano le condizioni commerciali e lo stato dei progetti; (iv) il Dipartimento di Pianificazione e Controllo che effettua la valutazione economica delle riserve; (v) il Dipartimento Riserve che, avvalendosi dei Division Reserves Evaluators (DRE), controlla in maniera indipendente rispetto alle suddette unità la congruità e la correttezza della classificazione delle riserve e ne consolida i volumi.

Il responsabile del Dipartimento Riserve ha frequentato il Politecnico di Torino conseguendo la Laurea in Ingegneria Mineraria nel 1985 e possiede un’esperienza di oltre 25 anni nel settore petrolifero e oltre 15 anni nella valutazione delle riserve.

Il personale coinvolto nel processo di valutazione possiede requisiti di professionalità adeguati alla complessità del compito ed esprime il proprio giudizio nel rispetto dell’indipendenza e della deontologia professionale. In particolare la qualifica professionale dei Reserves Evaluators è conforme agli standard internazionali definiti dalla Society of Petroleum Engineers.

  1. I report degli ingegneri indipendenti sono disponibili sul sito Eni all’indirizzo eni.com nella sezione Documentazione/Relazione finanziaria annuale 2009.

Valutazione indipendente delle Riserve

Dal 1991 Eni attribuisce a società di ingegneri indipendenti tra i più qualificati sul mercato il compito di effettuare una valutazione 2 indipendente, parallela a quella interna, di una parte a rotazione delle riserve certe. Le descrizioni delle qualifiche tecniche delle persone responsabili della valutazione sono incluse nei rapporti rilasciati dalle società indipendenti 3. Le loro valutazioni sono basate su dati forniti da Eni e non verificati, con riferimento a titoli di proprietà, produzione, costi operativi e di sviluppo, accordi di vendita, prezzi e altre informazioni. Tali informazioni sono le stesse utilizzate da Eni nel proprio processo di determinazione delle riserve certe e includono: le registrazioni delle operazioni effettuate sui pozzi, le misure della deviazione, l’analisi dei dati PVT (pressione, volume e temperatura), mappe, dati di produzione e iniezione per pozzo/giacimento/campo, studi di giacimento, analisi tecniche sulla performance del giacimento, piani di sviluppo, costi operativi e di sviluppo futuri.

Per la determinazione delle riserve di spettanza Eni sono inoltre forniti i prezzi di vendita degli idrocarburi, le eventuali variazioni contrattuali future ed ogni altra informazione necessaria alla valutazione. Le risultanze dell’attività indipendente condotta nel 2012 da Ryder Scott Company e DeGolyer and MacNaughton 3 hanno confermato, come in passato, la ragionevolezza delle valutazioni interne.

In particolare nel 2012 sono state oggetto di valutazioni indipendenti riserve certe per circa il 33% delle riserve Eni al 31 dicembre 2012 4.

Nel triennio 2010-2012 le valutazioni indipendenti hanno riguardato il 92% del totale delle riserve certe. Al 31 dicembre 2012 i principali giacimenti non sottoposti a valutazione indipendente nell’ultimo triennio sono Bouri e Bu Attifel (Libia) e M’Boundi (Congo).

  1. Dal 1991 al 2002 la società DeGolyer and MacNaughton a cui è stata affiancata, a partire dal 2003, anche la società Ryder Scott.
  2. I report degli ingegneri indipendenti sono disponibili sul sito Eni all’indirizzo eni.com nella sezione Documentazione/Relazione finanziaria annuale 2012.
  3. Incluse le riserve delle società in joint venture e collegate.

Evoluzione

Le riserve certe a fine periodo includono la quota Eni delle riserve di società collegate e joint venture valutate con il metodo del patrimonio netto. L’evoluzione delle riserve certe nell’esercizio è stata la seguente:

(milioni di boe) Società consolidate Società in joint venture e collegate Totale
Riserve certe al 31 dicembre 2011 5.940 1.146 7.086
Nuove scoperte ed estensioni, revisioni di precedenti stime e miglioramenti da recupero assistito ed altro (escluso l’effetto prezzo) 609 406 1.015
Effetto prezzo (60) (2) (62)
Promozioni nette 549 404 953
Cessioni (212) (38) (250)
Produzione (610) (13) (623)
Riserve certe al 31 dicembre 2012 5.667 1.499 7.166
Tasso di rimpiazzo organico (a) (%) 147
Tasso di rimpiazzo all sources (a) (%) 107
  1. Valori al netto dell’effetto del coefficiente di conversione del gas aggiornato nel 2012 in ragione di 1.000 metri cubi equivalenti a 6,43 barili.

Nel 2012 le promozioni nette a riserve certe di 953 milioni di boe, che includono l’effetto dell’aggiornamento del coefficiente di conversione del gas (40 milioni di boe), sono riferite a: (i) revisioni di precedenti stime (+576 milioni di boe) in particolare in Venezuela, Kazakhstan, Nigeria ed Egitto; (ii) nuove scoperte, estensioni e altro (+349 milioni di boe), in particolare in Venezuela, Kazakhstan e Angola; (iii) miglioramenti di recupero assistito (+28 milioni di boe) in particolare in Algeria e Nigeria.

Si evidenzia che nonostante la conferma del prezzo del marker Brent a 111 $/barile, le promozioni scontano un effetto prezzo negativo di 62 milioni di boe dovuto a variazioni dei prezzi di greggi e gas equity che influenzano i meccanismi di PSA e contratti di servizio e la valutazione di economicità delle code di produzione.

Le cessioni dell’anno risultano pari a 250 milioni di boe e sono riferite principalmente alle operazioni di disinvestimento in Snam (in particolare con la dismissione di 139 milioni di boe di riserve di Stogit) e in Galp (-38 milioni di boe) (per ulteriori informazioni v. il capitolo “Dismissioni”). Inoltre si rileva la cessione di una quota in Karachaganak (-48 milioni di boe, per maggiori approfondimenti si rimanda al paragrafo “Principali iniziative di esplorazione e di sviluppo - Karachaganak”) e di altri asset minori (-25 milioni di boe).

Escludendo l’effetto dell’aggiornamento del coefficiente di conversione del gas, il tasso di rimpiazzo organico 5 è pari al 147%. Il tasso di rimpiazzo all sources è stato del 107% su base omogenea. La vita utile residua delle riserve è pari a 11,5 anni (12,3 anni nel 2011).

  1. Il tasso di rimpiazzo organico delle riserve è il rapporto tra gli incrementi delle riserve certe (al netto delle cessioni e acquisizioni dell’anno) e la produzione dell’anno. Il tasso di rimpiazzo all sources è il rapporto tra gli incrementi delle riserve certe (comprese le operazioni di portafoglio) e la produzione dell’anno. Un valore superiore al 100% indica che nell’anno le promozioni a riserve certe sono state superiori ai volumi di riserve prodotte. Il tasso di rimpiazzo delle riserve non può essere considerato un indicatore delle performance produttive future perché l’evoluzione nello sviluppo delle riserve ha per sua natura una componente di rischiosità e incertezza in relazione ad una molteplicità di fattori, tra cui: il successo nello sviluppo di nuovi giacimenti, il completamento delle infrastrutture, l’impatto delle regolamentazioni dell’industria degli idrocarburi, rischi geopolitici, rischi geologici, rischi ambientali, l’evoluzione dei prezzi del petrolio e del gas naturale.

Riserve certe non sviluppate

Le riserve certe non sviluppate al 31 dicembre 2012 ammontano a 3.650 milioni di boe (che includono l’effetto dell’aggiornamento del coefficiente di conversione del gas pari a 20 milioni di boe), di cui 1.544 milioni di barili di liquidi localizzati principalmente in Africa e Kazakhstan e 328 miliardi di metri cubi di gas naturale, principalmente in Africa, Russia e Venezuela. Le società consolidate detengono riserve certe non sviluppate per 1.322 milioni di barili di liquidi e 148 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Nel 2012 le riserve certe non sviluppate sono aumentate di 334 milioni di boe a seguito di approvazioni di nuovi progetti essenzialmente in Venezuela, Angola e Congo (circa 438 milioni di boe) e per la restante parte per revisioni positive e negative di tipo tecnico, contrattuale, effetto prezzo e operazioni di portafoglio.

Durante il 2012, Eni ha convertito da riserve certe non sviluppate a riserve certe sviluppate 227 milioni di boe a seguito dell’avanzamento delle attività di sviluppo, degli start-up della produzione e della revisione di progetti. I principali passaggi a riserve certe sviluppate sono relativi ai giacimenti di Samburgskoye (Russia), CAFC e MLE (Algeria), Seth (Egitto), Marulk e Tyrihans (Norvegia), M’Boundi (Congo), Clochas (Angola), Zubair (Iraq) e Nikaitchuq (Stati Uniti).

Gli investimenti di sviluppo sostenuti nel corso dell’anno sono pari a circa €1,9 miliardi.

La maggior parte delle riserve certe non sviluppate vengono riclassificate a riserve certe sviluppate generalmente in un arco temporale che non supera i 5 anni. Le riserve certe non sviluppate relative a taluni progetti possono rimanere tali per 5 o più anni a seguito di diverse motivazioni, tra cui le difficili condizioni operative in aree remote, limitazioni nella disponibilità di infrastrutture e nella capacità degli impianti o l’esistenza di vincoli contrattuali, altri fattori che possono condizionare i tempi di avvio e i livelli di produzione quali l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte di compagnie di Stato e altre agenzie governative, la firma dei contratti gas, l’accordo con i partner in joint venture. Eni valuta circa 1,1 miliardi di boe di riserve certe non sviluppate rimaste tali per 5 o più anni, concentrate principalmente in: (i) Kazakhstan nel giacimento di Kashagan (circa 0,6 miliardi di boe) dove le attività di sviluppo sono in corso e lo start-up è previsto entro il primo semestre del 2013 (per maggiori approfondimenti si rimanda al paragrafo “Principali iniziative di esplorazione e di sviluppo - Kashagan”, dove è descritto lo stato di avanzamento del progetto); (ii) alcuni giacimenti a gas in Libia (0,27 miliardi di boe) dove lo sviluppo delle riserve e gli avvii in produzione sono programmati in funzione dell’adempimento degli obblighi di consegna derivanti da contratti di fornitura di gas di lungo termine; (iii) altri progetti tra cui un asset a gas in Siberia dove le attività di sviluppo sono in corso.

Impegni contrattuali di fornitura

Eni vende le produzioni di petrolio e gas naturale sulla base di differenti schemi contrattuali. Alcuni di questi contratti, per lo più inerenti alle vendite di gas, stabiliscono termini di fornitura di quantità fisse e determinabili.

Eni, sulla base dei contratti o degli accordi esistenti, ha l’obbligo contrattuale di consegnare, nell’arco dei prossimi tre anni, una quantità di idrocarburi pari a circa 431 milioni di boe, principalmente gas naturale a controparti terze prodotto dai propri campi localizzati principalmente in Australia, Egitto, Libia, Nigeria, Norvegia e Russia.

I contratti di vendita prevedono varie formule di prezzo fisse e variabili legate generalmente ai prezzi di mercato del petrolio, del gas naturale o di altri prodotti petroliferi. Il management ritiene di poter soddisfare gli impegni contrattuali di fornitura in essere principalmente tramite la produzione delle proprie riserve certe sviluppate e in alcune circostanze integrando le proprie disponibilità con acquisti di prodotto da terzi. La produzione è prevista coprire circa il 72% degli impegni di fornitura. Eni ha rispettato tutti gli impegni contrattuali di consegna ad oggi in essere.

Riserve certe di petrolio e gas naturale

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Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.